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Piano arenili, interviene il Gruppo Società Ambiente: "Decoro e fruibilità"

"Serve tutela dune, passeggiata a mare, spiaggia libera, aree per animali e nautica minore"

Silvana Mancini Psicopedagogista

Piano degli Arenili di SenigalliaNel dibattito, oramai annoso, relativo al Piano degli Arenili del Comune di Senigallia, il Gruppo Società e Ambiente ha sempre messo in evidenza la eccessiva macchinosità e rigidità della normativa tecnica, auspicandone una sua semplificazione.

Per questo condivide in generale lo spirito e le finalità della Variante Generale in discussione. Molte più decisioni andrebbero lasciate alla fantasia ed alla capacità imprenditoriale degli operatori balneari, liberati da pesanti e spesso inutili restrizioni normative e burocratiche.

Questa maggiore libertà deve comunque conciliarsi con alcuni principi irrinunciabili, quali: la piena e libera fruibilità della spiaggia nei mesi non utilizzati per la balneazione, la piena visibilità del mare dalle passeggiate dei lungomari, e, soprattutto, il mantenimento in uno stato di decoro di tutto ciò che è destinato a rimanere sulla spiaggia.

Ordine e pulizia sono il primo biglietto da visita per i visitatori e potenziali turisti che vorremmo sempre più numerosi nella nostra, città tutti i mesi dell’anno.

Questi obiettivi si ottengono in primo luogo con la rimozione dalla spiaggia di quante più strutture sia possibile, ed in secondo luogo con la cura di ciò che è destinato a restare sull’arenile tutto l’anno.

Alcune scelte ci sembrano particolarmente importanti e qualificanti sul piano ambientale e culturale, e quindi anche turistico, da mantenere in fase di approvazione dello strumento urbanistico e da sviluppare e concretizzare successivamente attenzione e risorse.

Sono:
– La tutela ed il ripristino delle dune residue, nonché la loro valorizzazione culturale e scientifica. Per dare piena attuazione a questo proposito occorre predisporre regole specifiche, progetti appropriati e scientificamente validi, adeguate risorse.

– Il riferimento al vecchio progetto, degli anni novanta, della “Passeggiata a mare” sul Lungomare di Ponente. Per quanto riguarda quest’ultimo punto riteniamo che occorra dare piena attuazione a quanto previsto nel progetto e non attuato, o realizzato solo superficialmente, e poi abbandonato. Andrebbero recuperate anche alcune strutture realizzate, ma dimenticate nel tempo.

– Il mantenimento delle attuali quote di spiaggia libera. Anche se, notizie filtrate da organi di informazione e voci varie non possono non destare un certo allarme, come lo spostamento di stabilimenti balneari dalle zone in erosione (e dove, se non sulla spiaggia libera?), strutture e manufatti nei tratti di spiaggia dove si esercitano volo a vela e kite surf, capanni per il ricovero di attrezzature da spiaggia per i fruitori della spiaggia libera (un controsenso, se dobbiamo sopportarci capanni e capannoni, meglio, al limite, ombrelloni e sdraio lasciati sulla spiaggia….).

Alcuni approfondimenti su temi specifici.

Stabilimenti atti alla frequentazione di animali da compagnia. Anche questo settore andrebbe lasciato alla capacità imprenditoriale ed alla concorrenza di mercato tra operatori, entro regole ben chiare, prestabilite. Pensare di relegare tale possibilità solo in alcuni tratti specifici di spiaggia con concessioni ad oc, ed ad un numero prestabilito di esercizi, costituirebbe da una parte una inaccettabile ghettizzazione, nonché una limitazione alla capacità imprenditoriale di assecondare o meno le richieste del mercato. Secondo noi la soluzione migliore sarebbe quella di fissare norme chiare e precise per una simile opportunità, e lasciare agli operatori ed alle loro capacità concorrenziali di metterlo in pratica o meno. Come succede per altri esercizi turistici e commerciali, quali alberghi, agriturismi, ecc…

Aree per il rimessaggio di surf, kite surf e nautica minore. Al comma 4 dell’art. 9 si elencano una serie di manufatti consentiti in queste aree. Ci sembrano eccessivi ed occorrerebbe riflettere sulla loro effettiva utilità. Se tutti realizzati tali aree si configurerebbero come vere e proprie concessioni balneari, per di più “private”, poiché di solito l’accesso alle stesse è consentito solo ai soci dei club o associazioni che le gestiscono.

Aree per il verde pubblico. Su questo argomento, che ci interessa particolarmente, intendiamo intervenire in un secondo momento, dopo aver esaminato la cartografia di riferimento. In questa sede vogliamo sottolineare sono alcune considerazioni di carattere generale. Le aree verdi generiche andrebbero normate in maniera diversa dalle zonali dunali, specie riguardo alle possibili piantumazioni.
Mentre per le dune è essenziale la scelta di specie autoctone, per altre zone a verde questo limite può, e a volte deve, essere superato, entrando in ballo anche fattori quali la ornamentalità ed il “pronto effetto”.
Sotto questo aspetto il progetto della “Passeggiata a Mare”, tra i tanti pregi, presentava anche qualche limite ed elemento di debolezza, che andrebbero rivisti, anche in considerazione del tempo passato. Sempre con riferimento al progetto della “Passeggiata a Mare” c’è il problema delle fioriere, che andrebbe affrontato con urgenza e novità di idee.

Si ringrazia l’Amministrazione Comunale per aver avviato anche con la scrivente associazione consultazioni su un tema che riveste importanti aspetti, non solo turistici e commerciali, ma anche ambientali e naturalistici.

dal Gruppo Società e Ambiente

Gruppo Società e Ambiente
Pubblicato Venerdì 19 novembre, 2010 
alle ore 11:52
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Commenti
Ci sono 4 commenti
Anonimo2010-11-20 13:50:28
Assolutamente improponibile e superata l'idea di ghettizzare gli animali in aree circoscritte. Giusto lasciare agli operatori la libertà di scegliere liberamente secondo le proprie capacità.
Maria Pia Paolinelli Associazione Aniep Ancona 2010-11-22 11:52:20
Il mare è davvero di tutti?
Ripristino dune, passeggiata a mare, spiaggia libera, area per rimessaggio surf & C., aree per cani eper il verde pubblico.
Quando aree attrezzate perchè i disabili motori possano finalmente accedere sia alla spiaggia che all'acqua?
Rosaria Curto Risi 2010-11-22 20:03:29
Cani in spiaggia
Sono 16 anni che frequento la città di Senigallia e me ne sono innamorata, tanto che nel 2009 ho acquistato un appartamento dove trascorrere le vacanze estive. Risiedo a Torino ed a parte l'estate,vengo spesso durante l'anno ed ho potuto constatare che in città ci sono molti cani e mi chiedo come mai il Comune non abbia mai pensato a dare disposizioni affinchè anche i cani avessero la possibilità di andare in spiaggia con i propri padroni come fanno in tante regioni d'Italia e neanche tanto lontane (come l'Emilia Romagna - vedi Rimini)dove ci sono parecchi lidi in cui i cani sono i benvenuti!!! Ai tanti proprietari dei cani di Senigallia non interessa questo argomento?? Questa mia mail non vuol essere una polemica ma soltanto un contributo per la risoluzione di un problema reale.
Grazie.
R.Curto Risi







Luciana 2010-11-24 17:27:28
spiaggia finita
Alla fine dell'estate sono andata presso gli uffici ex gil della mia città per avere informazioni sul piano arenili e come poter fare per formulare richiesta di aree di spiaggia disponibili per concessioni stabilimento balneare visto che con la mia famiglia ero interessata a intraprendere un'attività di questo tipo. Ma interessati del settore a stretto contatto con titolari di attività turistiche di Senigallia, mi hanno detto che è un discorso a cicuito chiuso in quanto le eventuali aree disponibili, ammesso che ci sia un bando per eventuale assegnazione delle stesse, è come se avessero già un richiedente a cui non si può dire di no. Ora se così fosse e ne voglio dubitare perchè credo nella trasparenza delle istituzioni del mio Comune a cui adesso mi rivolgerò di nuovo, non ci si può lamentare del degrado del tratto di spiaggia all'altezza della zona Cesanella - Cesano dove si dovrebbe dare la possibilità a giovani intraprendenti di creare infrastrutture atte a migliorare e incentivare il turismo e le sue attività collegate.
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