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La linea infinita – la poetica del segno di Memè Olivi

Il ricordo dell'artista da parte di Stefano Schiavoni, a pochi giorni dalla proiezione a Senigallia del documentario a lei dedicato

Amelia Gambini Rossano, nota come Memè Olivi

Sono tra quelli che hanno avuto la fortuna di conoscere e di confrontarsi varie volte con l’artista Amelia Gambini Rossano ai più conosciuta come Memè Olivi.

Negli anni ottanta per il Musinf di Senigallia, la incontrai con lo scopo di selezionare insieme delle sue opere grafiche in vista di un omaggio che il Museo aveva inteso organizzare con gli incisori senigalliesi.

Di formazione urbinate, specializzata in litografia, Memè Olivi si ritrovò unica donna tra i colleghi incisori, con la sicurezza di un mestiere consolidato e la varietà di una grande esperienza. Vissuta tra Parigi e Bruxelles dove aveva il suo studio, amava trascorrere nella casa senigalliese i periodi estivi, con la modalità degli artisti, relax tra lavoro e buone letture. Erano gli anni delle sue importanti iniziative espositive a Milano, Roma, Bruxelles, New York, Washington, Tokio, Sidney. Il padre l’Ing. Giovanni, nel dopoguerra aveva diretto l’Ufficio Tecnico di Senigallia collaborando alla realizzazione del PRG dopo il terremoto, oltre ai progetti strutturali come il Seminario Vescovile e l’Ospedale cittadino. Un radicamento senigalliese vissuto parzialmente dall’artista, ma sufficiente per fargli narrare il nostro territorio e poeticamente il paesaggio che diveniva coerentemente segnico.

Questo ricordo personale è più che opportuno considerando l’evento in programma alla Piccola Fenice di Senigallia nella sera di martedì 4 marzo. Dopo il MART di Rovereto e Corto Dorico ad Ancona, per l’ottima Rassegna RIPRESE Cinema Confluente, viene proiettato il film documentario “la Linea Infinita” dedicato alla figura dell’artista senigalliese Memè Olivi.

“La Linea Infinita”, è un medio metraggio della regista statunitense Amie Williams, sceneggiatrice e scrittrice, direttrice della Società di produzione Bal/Maiden Fims/ Global Girl Media di Los Angeles, che ha realizzato numerose opere filmiche per organizzazioni di base e senza scopi di lucro. La Williams ha avviato un programma di formazione globale per ragazze adolescenti nei Paesi in via di sviluppo, incoraggiandole ad utilizzare i nuovi media per il cambiamento sociale. Recentemente ha realizzato un documentario per la serie Witness di Al Jazeera sul progetto internazionale di Global Girl Media a Soweto in Sudafrica, dove venti ragazze adolescenti hanno documentato la Coppa del Mondo FIFA.

Durante la serata alla Piccola Fenice, della regista Amie Williams sarà possibile vedere anche il documentario “Tre donne afgane, resistere in esilio”, la vicenda di tre donne costrette a fuggire dal loro Paese per la crisi in atto dopo la presa al potere dei talebani nel 2021. La visione dei prodotti filmici della regista statunitense, ci consente di anticipare la notizia della realizzazione di un nuovo progetto museale che partendo dalla “linea infinita”, mette operativamente a confronto tre generazioni artistiche: Memè Olivi, Olivia Olivi e la giovane Amèlie Barnathan nipote della nota calcografa.

Sicuramente avremo modo di riparlare di questo “nuovo progetto che stiamo elaborando”, quindi a presto e buona visione.

Stefano Schiavoni

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