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Nell’avversario dei 100 anni, a Senigallia si parla delle giovani eroine di Marotta

Era il 17 novembre 1917 quando alcune ragazze salvarono tanti marinai dalla furia del mare

Un momento del progetto WOW! alla Biblioteca Comunale di Senigallia

Secondo, importante appuntamento, alle 17.30 di venerdì 17 novembre nella Sala conferenze della Biblioteca “Antonelliana”, per la XVI° edizione della rassegna proposta dall’ Associazione di Storia Contemporanea, in collaborazione con la sopra citata Biblioteca.

Cade infatti il centenario dell’eroica impresa di undici ragazze di Marotta che con il loro coraggioso gesto salvarono i marinai dell’unità navale “Faà di Bruno”, arenatasi a poche centinaia di metri dalla costa marchigiana.

Era il 17 novembre 1917 e i monitori (pontoni armati) “Faà di Bruno” e “Cappellini”, intitolati a due sfortunati ufficiali periti nella disfatta navale di Lissa (1866), erano stati trasferiti all’indomani della rotta di Caporetto, su disposizione della Marina, da Venezia al porto di Ancona. Ma molte cose, in questo trasbordo, non funzionarono, a iniziare dalla partenza che avvenne fatalmente con dieci ore di ritardo: in questo modo, invece di una tranquilla navigazione, i due monitori incontrarono a largo della costa romagnola cattivo tempo che, davanti a Pesaro, divenne pessimo. Mentre 69 dei 73 marinai della “Cappellini” morivano in mare tra Marzocca e Montemarciano, quelli della “Faà di Bruno”, dopo che la loro nave si era arenata per il mare forza nove che impediva ogni tipo di soccorso, temevano di perdere la vita tra l’acqua fredda del mare.

Undici giovani di Marotta, tra cui alcune minorenni, si recarono dapprima per le case e le campagne del ciorcondario a raccogliere viveri e cibarie e poi caricarono il tutto sulla batana “Gigetta” che prese il largo sotto lo sguardo trepidante sia dei marottesi sia dei marinai.

La storia, a lieto fine, sarà completata per intero da Mario Ercolani, autore del libro oggetto della presentazione (“Faà di Bruno”, Elica, Fano 2010) con cui dialogherà Omar Colombo, lo storico dell’Associazione che in questi ultimi anni ha riavviato le ricerche su questi fatti, pervenendo a inedite e interessanti conclusioni.

Porterà i saluti il presidente associativo, prof. Marco Severini (Università di Macerata) e un rappresentante dell’Amministrazione comunale. Anche le copie di questo intrigante libro saranno donate al pubblico presente.

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