Paradisi: “Sempre più lungo l’elenco dei trasformisti in cerca di un posticino al sole”
Rinnovo CdA ex Irab: "Ennesimo voltafaccia di un rappresentante dell'opposizione: ma il sindaco ricordi che chi ha tradito tradirà"
Bandiere al vento nella politica senigalliese. Stormir di fronda imbarazzanti che continuano a far saltare il fosso politico dalla trincea sobria e dignitosa dell’opposizione al carro dorato ricco e senza alcuna dignità politica (per chi tradisce i propri principi, la propria storia e i propri elettori) del vincitore.
Ho dovuto chiedere scusa alla città in Consiglio Comunale (me ne assumo la responsabilità) per aver indicato, la scorsa legislatura, l’ex consigliere comunale Daniele Corinaldesi quale candidato al consiglio di amministrazione dell’ex Irab (oggi Fondazione Città di Senigallia).
Entrato su proposta della minoranza consiliare, Corinaldesi è riuscito a farsi rieleggere in quota Pd. Lui che definiva il Pd senigalliese quanto di più “politicamente immorale” avesse mai conosciuto. Faccio sempre fatica a comprendere certe dinamiche e resto sempre sorpreso dalla labilità dei tumulti dell’animo umano. Monachesi, Rimini, Perini, Corinaldesi … tutti hanno percorso la stessa strada trasformista, quella dei saltatori di fossi politici che cercano un posto al sole. Una strada lastricata da genuflessioni e da tradimenti dei propri principi e della fiducia degli elettori.
Prendiamo il consigliere Perini, ex berlusconiano, ex consigliere di opposizione candidatosi a sindaco in teoria per competere con Mangialardi ma in realtà per rompere, da maggiordomo del potere, l’asse alternativo all’attuale Giunta. E’ arrivato in Consiglio, riuscendo ad ingannare i propri elettori, ed è rimasto formalmente all’opposizione pur votando compatto con la maggioranza per indebolire il fronte della minoranza e sottrarre i voti decisivi per le nomine di controllo.
Come è successo per la Fondazione Città di Senigallia: il suo voto a favore dei candidati proposti dal sindaco ha permesso alla maggioranza di avere quattro consiglieri in consiglio di amministrazione (tra cui il “pentito” oppositore Corinaldesi) anziché tre. Se Perini (divenuto menestrello e cantore del sindaco anche sul fronte dei risarcimenti agli alluvionati) avesse rispettato il mandato elettorale, il consiglio di amministrazione della fondazione avrebbe oggi una composizione più equilibrata e più di garanzia. Qualcuno, quando ho fatto presente che certe dinamiche appartengono alla sfera della miseria d’animo, mi ha risposto per giustificare scelte da “voltagabbana” che il mondo non è bianco o nero. Ma grigio.
Certamente il mondo ha tante sfumature. Ma non è il colore del mondo che deve indirizzare le scelte. Ma la sincerità d’animo. E quella è bianca o è nera.
Consiglio non richiesto al sindaco: non dimentichi mai che non ha nuovi amici al fianco. E ricordi sempre che chi ha tradito tradirà ancora.
Non è una novità il cambio di casacche.
Finche non si mette mano al vincolo di mandato sarà sempre così,chiunque governi città e chiunque governi il paese.
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