Tre giorni di protesta dei forconi: blocchi, polemiche e contro-manifestazioni
Banchetto informativo anche a Senigallia
Sono partiti il 9 dicembre e stanno procedendo un po’ ovunque i presidi della mobilitazione nazionale detta “dei forconi“. Presidi il cui scopo è quello di chiedere le dimissioni dell’attuale classe politica di qualsiasi ordine e grado, presidente della repubblica compreso. Ma come ogni posizione politica, ha la sua controparte. E già sono iniziate alcune contromanifestazioni per la legalità.
Il Movimento nazionale 9 dicembre è costituito da cittadini, associazioni, comitati popolari, forze politiche che protestano “per ridare speranza al paese, trovare con urgenza le soluzioni alle tantissime vertenze irrisolte o mandare a casa un governo asservito ai potenti ed un parlamento di nominati, porre fine al far-west della globalizzazione, riprenderci la sovranità popolare e monetaria“.
Definita dagli stessi organizzatori come la “rivoluzione degli onesti“, la protesta – che conta al suo interno decine di sigle di lavoratori soprattuto del settore agricolo (i forconi) oltre che alcune sigle di estrema destra di stampo neofascista – si prefigge di far capire all’intera classe politica che il popolo si è stancato di essere preso in giro per cambiamenti mai effettuati, riduzione dei vitalizi mai cancellati, difesa del territorio mai attuata, tutela del lavoro e della produzione mai favorita. Il tutto senza simboli o loghi di partito, date le molteplici adesioni (e prese di distanza) da tutta Italia, tanto che gli stessi comitati promotori come il CRA o Dignità Sociale hanno poi rimosso i loro loghi dai volantini stampati e distribuiti in tutto il paese.
In poco tempo è stato un fiorire di “si”: sono stati promossi banchetti e cortei, manifestazioni e proteste, nella stragrande maggioranza dei casi pacifici. Come a Senigallia, dove è stato promosso dagli organizzatori un banchetto dove veniva distribuito materiale informativo per coinvolgere quante più persone possibili.
Stanno dunque finendo i tre giorni di protesta contro il governo e contro la classe politica “immobile” e “vergognosa“. Tre giorni di blocchi stradali, cori, striscioni, slogan che soprattutto a Roma, Torino, Milano e Genova hanno portato la Polizia a scendere in piazza per difendere le istituzioni. Lo stesso ministro Alfano aveva affermato che non verrà consentito a nessuno di mettere a ferro e fuoco le città. Tanto che la capitale è stata blindata e in piazza a Montecitorio ci sono circa 500 persone. Diverse le ‘tipologie’ di manifestanti: persone di tutte le età e le classi sociali tra cui lavoratori, disoccupati, famiglie, imprenditori, giovani e pensionati.
Ma scoppiano anche le controproteste. Come a Pinerolo e Torino, dove singoli cittadini, alcuni esponenti del Pd e l’ANPI hanno promosso manifestazioni in difesa delle istituzioni e della legalità “per non lasciare le strade in mano ai Forconi“.
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password
Effettua l'accesso ... oppure Registrati!