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22esima Festa del Cantamaggio

15/16/ e 31 Maggio 2004 a Morro D'Alba


Il canto rituale di questua del Cantamaggio celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola che si apre ed affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere per la comunità ed i singoli.Viene cantato da gruppi di cantori “maggianti” , la notte tra il trenta aprile ed il primo maggio, casa per casa, nella classica formazione di tre elementi: organetto, triangolo, cembalo e voci maschili.Unica eccezione nel fabrianese dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento sono i violini popolari ed il “violone”(strumento ad arco delle dimensioni di un violoncello con funzione di basso), costruiti dagli stessi suonatori, con l’aggiunta dell’organetto o della fisarmonica e dove il gruppo tra “canterini” e suonatori varia da un minimo di sei ad un massimo di dieci elementi.Anche il testo del Cantamaggio (come del resto tutti i canti di questua) contiene l’invito al padrone o alla padrona di casa ad offrire dei doni alimentari, destinati al pranzo dei &quyot;maggianti”, che conclude la festa. Invito che viene ripetuto e fortemente sottolineato nell’immancabile saltarello finale di richiesta (fenomeno esclusivamente marchigiano), che normalmente chiude ogni canto rituale di questua.La pratica di “portare l’augurio di maggio” con l’esecuzione di questo canto specifico (come la quasi totalità dei nostri antichi riti) va inesorabilmente scomparendo: ormai defunzionalizzata sopravvive nell’anconetano (ad eccezione del fabrianese dove è ricomparsa spontaneamente da una trentina di anni) solo in forma memorizzata, a causa delle trasformazioni profonde della società ed in particolare della polverizzazione della civiltà contadina.Proprio per evitare od almeno frenare questo rapido declino, il il Centro Tradizioni Popolari, con la collaborazione del Comune di Morro D’Alba, de La Macina, della locale Pro Loco, del Comitato Associazioni Morresi e l’alto patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona, sta chiamando a raccolta ogni anno gli autentici portatori della tradizione provenienti da tutta la regione e da quelle limitrofe, per ricantare in questo piccolo comune della Vallesina il Cantamaggio in una festa, che partendo dal significato che ha il maggio per la cultura locale, vuole rendere viva una delle nostre più autentiche tradizioni.Con questa manifestazione il C.T.P, ha completato nell’arco dell’anno il totale recupero dei canti rituali di questua della cultura orale marchigiana. Il sei gennaio (festa dell’Epifania) a Montecarotto con la Pasquella; l’ultimo sabato di marzo a Monsano con lo Scacciamarzo; la domenica delle Palme a Polverigi con la Passione ed infine la terza domenica di maggio a Morro D’Alba con il Cantamaggio.

Pubblicato Venerdì 2 aprile, 2004 
alle ore 11:51
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